Report viaggio in Romania 15/21 aprile 2015

Ho lasciato passare del tempo prima si scrivere sull’esperienza in Romania perché avevo bisogno che si sedimentasse il flusso di impressioni, pensieri, emozioni (ed anche una bronchite piuttosto seria) che quel soggiorno ha suscitato.
Non posso far altro che confermare che la realtà vista da vicino è sempre più complessa, sorprendente e di impatto, rispetto alle fotografie, alle descrizioni, ai racconti altrui.
La realtà colpisce i tuoi sensi con gli odori, i colori, i movimenti, le vicinanze e le distanze, le voci, i silenzi, gli sguardi.
Ho visto bambini e ragazzi impegnati nella loro crescita, con l’entusiasmo, la forza e l’energia della loro giovane età.
Ho visto le case in cui abitano, le loro camere, i poster sul muro, ho sentito il rumore fastidio di una lavatrice che andava a pieno ritmo tanto da impedirci quasi di parlare.
Ho visto due gruppi sportivi durante gli allenamenti. Non sono diversi dai nostri figli: gridano, urlano, si impegnano, ridono, si fanno i dispetti; solo che a guardarli da fuori non c’erano mamme trepidanti o papà orgogliosi; c’eravamo, per questa volta, solo noi di SOS Bambini.
Dicevo a Silvia che ero rimasta colpita dalla frase, ripetuta più volte, nel corso per i nuovi volontari: “Facciamo cose piccole fatte bene”, ma questo slogan non sembra corrispondere totalmente al vero: in cosa si misura ciò che è piccolo da ciò che è grande?
È piccolo avere un bagno nuovo funzionante? O un giardino dignitoso con giochi colorati? O una visita specialistica che ti liberi da farmaci inutili? E’ piccolo poter studiare la chitarra e sostenere uno spettacolo davanti ad un centinaio di persone? E fare una vacanza è una cosa piccola o grande? E avere una famiglia che da lontano ti pensa e ti segue è una cosa piccola o grande?
Il numero delle case famiglia di cui si occupa Sos è elevato e l’impegno è su vari fronti: dall’organizzazione materiale, ad una più qualificata, ad un progetto educativo sempre più adeguato e vicino al singolo bambino o ragazzo.
Così mi è capitato spesso là in Romania di pensare al lavoro preziosissimo che qui in Italia fanno i volontari che con il loro impegno costante e prezioso forniscono risorse economiche che vanno a finanziare i molti progetti e le numerose attività che non sarebbero realizzabili senza il loro contributo.
E l’unica cosa che mi sento di dire per concludere è un GRAZIE a tutti coloro che, mentre sono impegnati a vivere le proprie vite, non si dimenticano di chi nel mondo è stato un po’ meno favorito dalla sorte.

Raffaella psicomotricista volontaria