Come ogni anno in agosto si è svolto il Campo estivo a Menaggio. Un’opportunità di vacanza in Italia per 30 bambini dagli 8 ai 15 anni che vivono in casa famiglia in diversi paesini della Romania del Nord. Per 2 mesi invece, tra luglio e inizio settembre, altri 11 bambini hanno sperimentato per la prima volta o sono ritornati presso le famiglie affidatarie che con il supporto di Sos Bambini offrono un percorso di accoglienza temporaneo in occasione del periodo estivo e delle vacanze natalizie.

Il campo, Tabara, in lingua rumena, è il desiderio che tutti i bambini che seguiamo ci esprimono quando andiamo a trovarli nei nostri periodici viaggi in Romania. In queste occasioni riusciamo a stare poco con loro, sono tante le cose da fare in pochi giorni. Durante il Tabara invece tutta la attenzione è per loro e con la collaborazione degli animatori di BIR (Bambini in Romania) organizziamo gite in battello, all’Adventure Park, piscina, giochi all’aperto, camminate, feste di compleanno, laboratori di cornici, pizza e pasta di sale. I volontari di Menaggio ci supportano con passaggi auto, logistica, facilitazioni in loco. Il nostro Obiettivo è di farli stare bene, far crescere la loro autostima (una seduta dal parrucchiere con il taglio sempre desiderato li fa sentire bene), dar loro regole, farli stare insieme rispettandosi. Molti di loro non si conoscevano, perché provenivano da paesi diversi e cosi hanno imparato a costruire amicizie, litigato, chiesto scusa, hanno avuto il tempo di creare una relazione con gli animatori, con gli educatori, aprirsi, raccontare, chiedere…la più grande soddisfazione è stata quando alla domanda, l’ultimo giorno, se volevano tornare o fermarsi ancora una settimana, hanno risposto: ancora, ancora! E non era così scontato, perché hanno dovuto impegnarsi ai ritmi che abbiamo stabilito e alle piccole incombenze quotidiane.

Per molti bambini che per varie ragioni, tra le quali anche la fragilità dovuta alla disabilità, non hanno potuto venire in Italia abbiamo comunque organizzato dei Tabara sul Mar Nero per offrire loro le stesse opportunità di svago, relazione e crescita che garantiamo nella esperienza in Italia, anche se con modalità e supporti diversi.

L’accoglienza in famiglia è anch’essa una esperienza molto coinvolgente. Le lacrime al momento della partenza, i grandi momenti di tenerezza e gli abbracci sono segni tangibili che il tempo a loro dedicato non è stata solo fatica ma che abbiamo costruito una relazione di fiducia e di supporto che rimane nel tempo. I bambini istituzionalizzati sono bambini deprivati dall’affetto materno e li abbiamo nutriti di questo, con le attenzioni, gli abbracci ma anche con severità quando necessario, come faremmo con i nostri figli. Crescendo porteranno il segno della loro esistenza e del loro passato ma ciò che pensiamo possa accadere grazie a questo progetto è che possano crescere con meno insicurezze e meno sbandati di altri, con più possibilità di farcela, perché possono trovare in queste famiglie dei punti di riferimento, persone che li possono consigliare e a cui rivolgersi con fiducia.