Per non fermare la nostra attività a vantaggio dei bimbi dei tre spazi dell’Albero dai mille colori abbiamo avviato un’attività di supporto attraverso video e scambio di messaggi tra le responsabili, i volontari e i bimbi. Questi ultimi rispondono con foto, disegni e piccoli video. Non tutti, ma non per mancanza di interesse. Come abbiamo verificato ci sono situazioni contingenti di grande preoccupazione all’interno delle famiglie.

Da contatti individuali è emerso, infatti, che molti padri hanno perso il lavoro o si trovano in gravi situazioni di inattività se in proprio. Diverse famiglie che hanno in gestione attività di ristorazione hanno dovuto chiudere. Per aiutarli abbiamo comunicato loro in tre lingue il numero del Comune di Milano (020202) che procura alle famiglie più fragili e bisognose pacchi alimentari e altri servizi. Alcuni bambini non hanno a disposizione a casa materiale per disegnare. Se fosse possibile fornire strumenti didattici e ricreativi per i bambini, lo faremmo, ma sfortunatamente al momento non è possibile.

Dal diario della responsabile di via Russo, Chiara:

“Queste preoccupazioni dei genitori finiscono per riempire sempre più le giornate anche dei piccoli. Le nostre proposte di stare in contatto hanno suscitato il loro entusiasmo: un aiuto, un po’ di normalità in giornate così surreali. Ma le stesse devono essere sembrate a molti molto lontane dalla realtà che stanno vivendo in questo momento, facendoli così ricadere nella certezza di essere soli: se non so come comprare il latte in polvere a mia figlia tra qualche giorno, come faccio a trovare la serenità di cantare e contare lavandomi le mani, per di più facendo un video per la maestra, con un altro dei miei figli? Se i miei figli si annoiano e vorrebbero fare il lavoretto proposto con forme e colori, ma io in tutta la casa ho trovato solo una penna e neppure un foglio, come posso rispondere nel gruppo con foto e visi sorridenti? Se il papà era l’unico a lavorare anche prima di questa emergenza, ora è disoccupato e siamo tutti e 7 sotto lo stesso tetto, in stanze piccole, tutti con esigenze diverse, tutti spaventati per ragioni diverse e io riesco solo a pensare che vorrei cercare di tornare al mio Paese d’origine perché almeno là ho una famiglia, che solitamente aiuto io, ma qui ora non ho niente e non posso neppure andarmene, dove trovo la forza di spiegare ai miei figli cosa è il coraggio per fare il disegno sul tema della settimana?”